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cronache romanesembra strano doverne parlare: Roma !!
sono qui da settimana e già inizio ad abituarmi, la città è completamente diversa da quello a cui sono stata abituata a milano. l'impatto iniziale è stato del tutto particolare, dal scendere dal treno e iniziare a cercare gli orari dell'autobus, che ovviamente sono assenti: la gente non concepisce per nulla questo concetto, si scende, si aspettata alla fermata fino a quando non arriva l'autobus, oggi ho aspettato per ben 30 minuti....ma è tutto normale.
le ragazze con le quali vivo, sono davvero simpatiche: Mara, Ilenia e Daniela...piccole/grande donne fantastiche !! Milano? mi manca la mia famiglia, le due pesti norminate Hamza & Elias e anche gli amici: Lubna e Martino !! Insomma la vita qui procede, critico Roma ma mi piace la sua gente...e poi non piove, questa è una grande cosa.
e mentre ascolto le mie canzoni vi mando un saluto TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA...Son qui davanti al pc a cercare di studiare ancora Economia Internazionale con un sottofondo musicale Romantico mentre la mia mente inizia a viaggiare già prima di preparare le valigie che ovviamente mi serveranno per il mio trasferimento a Roma, Roma dolce Roma, chissà come sarà la mia nuova esperienza in quella città che a prima impressione mi da l'idea di essere incasinata ... è questo quello che ho pensato quando ero scesa da treno quasi un mese fa.
Ora mi tocca viverci ... iniziare di nuovo da capo tutto, dalle amicizie agli impegni sociali ...
sono spaventata e fiduciosa !!
Mio caro blog, da metà giugno sarai tu, il testimone delle mie cronache romane ;-)
un bacio Celebrazione delle cose scure e chiareE' decisamente chiaro che è nella tensione tra tradizione e modernità, tra antico e nuovo, che risiede la fine dei tabù della mia società d'origine. Quand'ero ragazzina, non potevo neppure immaginare che ci potesse essere attrazione o passione tra persone appartenenti allo stesso sesso. Il contesto nel quale vivevo mi portava a chiamare ogni tabù divieto divino senza rendermi conto che l'essere umano è figlio della società in cui nasce, della sua storia, della sua tradizione, ma soprattutto di quei limiti mentali chiamati tabù. L'Islam, al pari di tutte le altre religioni monoteiste, condanna fermamente l'omosessualità, ma la verità si accetta solo da labbra morte, come scrisse Adonis. L’omosessualità è vista come un peccato, come una colpa da nascondere, qualcosa da non esibire pubblicamente. Ovunque l’ipocrisia sociale è a la stessa: fa come ti pare, purché non se ne sappia nulla. Ma quando si viene a sapere, il coraggio di coloro che difendono se stessi e la propria identità non viene apprezzato ed è ciò che è accaduto ad Abdallah Taia, quando ha pubblicato il suo romanzo di ispirazione autobiografica "Le rouge du Tarbouche". Nei suoi libri ha avuto il coraggio di rompere un tabù: è stato il primo uomo marocchino che ha dichiarato apertamente di essere attratto da una persona del suo stesso sesso: "Sono sempre stato gay e non l’ho mai nascosto. Questo non è un viaggio, è la mia vita. L’omosessualità è vissuta, non va spiegata. Non posso nascondere che ne ho scritto, che l'ho raccontata nel mezzo di altre cose”. Nelle sue parole, così come nella sua vita, appare come un uomo fragile, timido, modesto e umile che fatica a diffondere il suo pensiero nelle menti degli intellettuali marocchini, ancorati ancora oggi a una tradizione culturale statica, pur essendo note per la loro tolleranza e apertura mentale, ma non per questo argomento a quanto pare. A differenza di quello che egli appare dai suoi romanzi, la stampa marocchina che se ne occupò, l'ha definito come un mostro e giudicò il racconto di Taïa in termini per lo più spregiativi, scrivendo ad esempio: «Si è prostituito per piacere all´Occidente»; oppure: «A parlare non è lui, ma il suo posteriore»; o ancora: «Lo pubblicano e ne parlano solo perché è omosessuale», ecc. L'autore rivendica pienamente la sua identità di omosessuale in tutti i suoi libri, anche se questa identità continua a traumatizzare l'opinione pubblica marocchina e a mettere in discussione le fondamenta di una società che non può essere più statica, ma che deve fare i conti con la realtà di tutti i vissuti, con tutte le loro sfumature. Realtà che sono sempre esistite, ma mai messe alla luce. Il superamento di questo tabù, che forse è uno di quelli che più creano disagio, non solo nella società arabo-islamica ma anche in quella occidentale, nonostante le apparenze, potrà avvenire solamente nel momento in cui si comprenderà che essere omosessuale non è una malattia o una devianza dalla natura umana, ma semplicemente un aspetto della propria identità, che non si ferma di fronte a nessun dogma, ma che è in continuo divenire. E' chiaro allora che una volta caduto questo tabù, non si avrà più paura di essere se stessi, perché quella parte radicale della società non potrà più definire l'omosessualità come pura e assoluta eresia. Il coming out dello “scandalo” di Taia è l’inizio di una ricerca di apertura mentale e tolleranza anche se il suo percorso è stato segnato dalla mancanza di sostegno da parte dei suoi famigliari, egli infatti ricorda la telefonata della madre: “Hai perso la testa per farci tutto questo? Per dire tutte queste cose che non si devono dire?”. Taia è un simbolo per chi come me è alla ricerca della propria identità perché fa capire che si può essere quello che si vuole se si è fedeli a se stessi, anche quando si tratta della propria identità sessuale.
Imane Barmaki Libano, nuovi scontri ad est di Beirut: cinque mortiBEIRUT (Reuters) - Gruppi di sciiti fedeli al movimento di Hezbollah si sono scontrati oggi con militanti drusi filogovernativi nelle montagne a est di Beirut, contribuendo a peggiorare l'attuale crisi, la più difficile dalla fine dell'ultima guerra civile nel 1990. I combattimenti avvenuti nella cittadina di Aley, nelle montagne alle spalle della capitale, sono solo gli ultimi episodi di violenza registrati fra i seguaci del partito di dio, appoggiato da Siria e Iran, e i sostenitori del governo in carica, a maggioranza sunnita e sostenuto dagli Stati Uniti. Negli ultimi scontri sono morte almeno cinque persone e ne sono state ferite 12, portando il bilancio complessivo delle vittime dall'inizio delle ostilità in Libano a 46 vittime e 132 feriti. La notte scorsa sono anche divampati combattimenti a Tripoli, la seconda maggiore città del paese dei cedri. I disordini sono iniziati mercoledì scorso, dopo che il governo ha deciso di smantellare la rete di telecomunicazioni di Hezbollah e di rimuovere il capo della sicurezza dell'aeroporto, vicino al partito di dio, provocandone la reazione violenta. In pochi giorni il movimento sciita ha dimostrato la sua superiorità militare scacciando i combattenti filogovernativi da vari quartieri della capitale. Dalla prova di forza fra la fazione filogovernativa e quella vicina all'opposizione, il cui gruppo più rappresentativo è quello di Hezbollah, l'esecutivo del primo ministro sunnita Fouad Siniora è uscito molto indebolito mentre il partito di dio guidato da Sayyed Hassan Nasrallah, che da 18 mesi contesta la legittimità costituzionale del governo di Siniora, risulta rafforzato. INTERVENTO ESERCITO LIBANESE L'intervento dell'esercito regolare libanese, che fino ad ora ha mantenuto una posizione neutrale, è servito a calmare la situazione, convincendo i militanti di Hezbollah a ritirarsi parzialmente dalle strade di Beirut. In cambio i militari hanno promesso di revocare le decisioni prese dal governo. Siniora, intanto, ha detto che si incontrerà presto con i suoi ministri per decidere sulle richieste di Hezbollah e sulla promessa dell'esercito di annullare i provvedimenti governativi. Il destino dell'arsenale di armi in mano al movimento sciita è alla radice della crisi politica che un anno e mezzo fa ha portato all'abbandono del governo degli esponenti sciiti, con la conseguente denuncia di incostituzionalità da parte di Hezbollah. A Beirut, oggi, centinaia di soldati appoggiati da blindati hanno allestito posti di blocco e hanno preso posizione nella parte occidentale a maggioranza musulmana. In giro non si vedono uomini armati ma bande di giovani hanno mantenuto delle barricate su alcune strade cruciali, assicurandosi che aeroporto e porto di Beirut restino chiusi. Hezbollah, che dispone di una milizia molto organizzata, ha assicurato di voler porre fine alla sua presenza armata a Beirut. © Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.
Yalla Italia - il Libro -Inanzitutto inizio che il prossimo numero di Yalla Italia sarà in edicola venerdì prossimo con il settimanale Vita non profit, un numero davvero interessante poichè parla dei nostri tabù di giovani ragazzi musulmani...
per quanto riguarda il libro del Prof. Branca, ecco la prefazione di Gad Lerner :
Da MRS 10Da alcuni giorni sul web è uscito il decimo numero della rivista online MondoRosaShokking da cui copio questo articolo di Dea, davvero troppo forte, spero vi possa piacere !! Evviva le donne con le TETTE (LE PALLE LASCIAMOLE AGLI UOMINI) !! ANCHE CENERENTOLA SOGNAVA
Chi di noi non ha canticchiato almeno una volta nella vita questa canzoncina, sospirando e sognando ad occhi aperti? Cenerentola è per antonomasia la favola che più si trasponde nei giorni nostri...eccola qui rivisitata per voi in versione "Shopping Victin 2008" “Cenerentola era una graziosissima fanciulla acqua e sapone, costretta dalle seconde nozze del padre a convivere con una perfida matrigna dalle labbra gonfie di botulino e dalla borsa di Chanel sempre piena di collagene e con due perfide e tamarre sorellastre: Genoveffa ed Anastasia. Le due, anche se vestite da capo a piedi Just Cavalli, D&G e Versace avevano la grazia di un rinoceronte e la leggiadria di un brontosauro; le due cattivissime racchie invidiose della bellezza e della verve della giovane le avevano affibiato il soprannome di Cenerentola e l'avevano relegata in cantina a pulire le ceneri del camino.
Genoveffa e Anastasia si destreggiavano benissimo tra aperitivi, inaugurazioni e feste sulla spiaggia mentre per la nostra bellissima Cenerentola, il momento migliore della giornata era quando poteva godersi in santa pace la puntata giornaliera di Beautiful. La sua vita di stenti e di schiavitù in balia delle due orride sorellastre e dell’altrettanto perfida matrigna proseguiva sempre uguale finchè non arrivò l’annuncio che un fichissimo principe avrebbe dato il giorno dopo un ballo in un locale alla moda per scegliere la sua futura sposa.
Da quel momento nel castello non si capì più nulla... “Cenerentola la mia cintura borchiata Cavalli!!!! Dov’è??” “Cenerentola le mie zeppe Versace” “Cenerentola la mia Vuitton!!” Alla parola Vuitton, la nostra amica ebbe un sussulto e un moto di ira!!! Ma perché lei non poteva possederne una e soprattutto perché non poteva andare al Ballo??? Anche se ormai le lacrime si erano impossessate di lei e la tristezza invadeva il suo cuore, Cenerentola trovò la forza di affacciarsi per un attimo alla finestra per vedere le indecenti sorellastre andare via sgommando con la loro Porche rosa fuxia. La scena le strappò un sorriso sul volto: il loro abbigliamento era veramente un'accozzaglia di colori e stili inguardabili. Le due orride figure avvolte in stoffe superattillate e con colori improponibili, zeppe ai piedi, cosce al vento e seni rifatti all’aria sfrecciavano sgommando verso la festa. Alla nostra beniamina non restò che sprofondare ancora una volta nella tristezza e nel pianto. Ad un certo punto una vocina dolce e flebile la destò dal suo torpore. Alzato lo sguardo vide davanti a sè una stilosissima fatina vestita con un fantastico abito di seta bianco - che nemmeno Eric Forrester avrebbe saputo disegnarne uno altrettanto bello- appartenente alla collezione primavera estate di Prada con in mano un fiore di cristallo Swarovsky che lei chiamava “bacchetta magica”. La bellissima fata si rivolse a lei con benevolenza chiedendole il motivo delle sue lacrime. Commossa dalle sue parole le acconciò i capelli con un tocco di bacchetta magica creando una pettinatura all’ultima moda. La vestì di un meraviglioso abito Rosso Valentino, prese un pezzetto del cristallo della sua Bacchetta griffata e trasformò le scarpe che aveva ai piedi in un paio di sandali fantastici, e poi, “Bidibi bodibi bù”, la scassatissima vecchia 128 parcheggiata in cortile diventò una meravigliosa BMW Z4 Turbo Diesel bianco latte e il sogno divenne realtà: Cenerentola poteva andare al Ballo del principe, ricordandosi però che tutto sarebbe svanito allo scoccare della mezzanotte. Da zero a cento in 7 secondi, ed eccola al ballo nel trendissimo locale del centro. Il principe (paurosamente figo, alto, moro, fisicato e con gli occhi più espressivi che lei avesse mai visto) avvolto nel suo abito Armani la notò subito e la invitò immediatamente a scatenarsi con lui in mezzo alla pista in balli sfrenati ma anche in dolcissimi lenti, provocando lo stupore e l’invidia di tutte le donne presenti al ballo e l’ammirazione di tutti gli uomini eterosessuali del locale. Tra i due scoccò immediatamente l’amore. Oddio è mezzanotte!!! Cenerentola corre verso il suo BMWZ4 Turbo Diesel, prima che ritorni ad essere un 128, nella foga perde un sandaletto di Cristallo che viene ritrovato dal nostro gran bel pezzo di principe. Il giorno successivo il giovane ordina alla sua servitù di trovare la sua bella facendo calzare il sandalino a tutte le giovani donne in età da marito del regno. Solo colei che lo calzerà alla perfezione potrà diventare la sua sposa. Le Truzzissime Anastasia e Genoveffa ma soprattutto la Botulinizzata matrigna, quando vengono a sapere che il principe sposerà la proprietaria della scarpina rinchiudono Cenerentola in cantina ed iniziano ad agghindarsi, come al solito con ben scarsi risultati. Giunge a palazzo il principe accompagnato dal suo consigliere. Ragazze è veramente da svenimento!!! Fa provare la scarpina alle due sorellastre ma niente da fare: il loro piede taglia 42, pieno di calli era veramente troppo grande per entrare nel preziosissimo sandaletto tacco 10. Il principe, in procinto di arrendersi, affranto, incomincia a convincersi che non troverà mai più la fanciulla. Proprio mentre lui sta per varcare la soglia del palazzo, la nostra beniamina riesce a liberarsi ricordandosi di una puntata di Beautiful in cui Brooke rapita da Stephanie e rinchiusa in prigione con un escamotage riesce a forzare la serratura. Liberatasi ferma il principe che era già quasi in sella alla sua bellissima Harley Davidson ultimo modello. Il luccicosissimo sandalo calza alla perfezione! E’ lei la donna che sposerà il principe! Tra le invidie e le malelingue delle tre perfide la futura principessa si fa giurare eterno amore e... una Vuitton nuova di zecca! Inebriata dal profumo e dai morbidi capelli del principe salta sulla sua moto …e di corsa verso la loro vita nel castello in riva al mare dotato di piscina Hollywoodiana, dove vissero (forse) per sempre felici e contenti”.
Ragazze che dire? “Mai favola fu più azzeccata!” Con queste parole vi lascio riflettere e auguro a tutte voi di realizzare i vostri sogni ma vi auguro anche un principe azzurro e possibilmente una Louis Vuitton!!! Qui Dea a voi ragazze. Conversione Magdi AllamAFEF JNIFEN
Cara Farian Sabahi, ho letto con un certo stupore il tuo intervento sulla Stampa in merito al dibattito generato dalla conversione di Magdi Allam. Visto che hai citato le mie parole stravolgendone il significato e mi ha mosso delle critiche del tutto personali, e del tutto fuori luogo, che nulla hanno a che fare con il tema in questione, mi vedo costretta a replicare. Con franchezza ti dico subito che hai preso un abbaglio. Questo non è un dibattito teologico, ma politico. Questo non è un dibattito che ha come tema l'etica e le scelte morali e personali, bensì il significato che l'impatto mediatico di queste scelte, ricercato e trovato, intende provocare. Qui non si critica il merito di una scelta ma il metodo, non il fatto specifico, ma il comportamento generale all'interno del quale il fatto s'inserisce. Non è vero che il problema della libertà di religione per me non si pone per il solo fatto che io non sia costretta a girare sotto scorta. Non è la conversione che ha generato la scorta di Allam. In ogni caso il fatto di non possederne una non fa di me un interlocutore meno autorevole e in grado di comprendere meno. Ci sono modi di contrastare il fanatismo religioso differenti dal replicare atteggiamenti radicali di senso opposto. Per questo da sempre credo nel dialogo e non nella condanna delle posizioni altrui. Ho citato degli esempi di un Islam moderato e progressista perché credo che sia necessario valorizzare quelle realtà che fanno meno notizia rispetto alle minacce terroristiche, che peraltro con il vero Islam nulla hanno a che fare. Ma che fanno tristemente comodo a chi vuole strumentalizzare e fomentare il conflitto interreligioso. Le mie idee nascono e si formano in paesi arabi progressisti come la Tunisia e il Libano. Capisco che per te sia difficile coglierle, venendo tu da un paese musulmano e teocratico come l'Iran, un paese non arabo. Un paese dove le donne, che tu vorresti difendere a spada tratta dall'Europa e non in prima linea a Teheran, vengono ancora lapidate dopo giudizi sommari. Ma questo non accade per colpa della religione musulmana, semmai di una devianza della stessa. Anche nella cattolicissima Europa sette donne su dieci subiscono violenze a vario titolo. Eppure nessuno si sente in dovere di scomodare la religione, anche se certamente una visione ortodossa e rigorosa della stessa produce sentimenti di oppressione nei confronti del mondo femminile: il diavolo per tutti, no? Dal peccato originale dell'Eden in avanti, no? Già, non tutti i paesi arabi sono uguali e non tutti i paesi musulmani sono uguali, come esistono Stati a maggioranza cattolica, come la Spagna, dove la politica ha saputo creare un rapporto con la Chiesa in modo diverso rispetto all'Italia. Chi generalizza disinforma, allo stesso modo di chi punta la lente d'ingradimento solo su ciò che gli fa più comodo ingigantire. Ecco perché certe posizioni incitano all'odio e ostacolano il dialogo. In ogni caso, Farian, non comprendo la tua presa di posizione. Dal Blog "Islam e democrazia" della Farian Sabahi Un settimana extraè da qualche giorno che ho voglio scrivere un post su come questa settimana è andata !! a dire il vero secondo quello che mi aspettavo avevo immaginato una settimana da vegetale davanti alla tv a guardarmi gli ultimi film egiziani scaricabili da internet ma purtroppo non sono nemmeno riuscita a farlo, non che ciò sia negativo ma mi ha fatto riflettere sul corso delle mie giornate: "se non sono incasinate non le sento mie" ecco cosa ho detto oggi.
sono successe tante cose, positive ovviamente, ho visto tutte le persone a cui voglio bene ma che per una cosa o l'altra non sono riuscita a vederle. La prima che mi ha fatto un immenso piacere vedere è il mio caro amico e zio Gianluca, non so per quale motivo lui è una delle persone che occupano un angolo nel mio cuore, forse è la sua simpatia, forse è la sua allegria, forse perchè è semplicemente lui...
Insomma sono andata a trovare i miei ex colleghi e Claudio e Fabio non cambieranno mai ... è bello vedergli parlare !! questo era successo martedi !! ma l'inizio settimana è stato movimentato da Diego, quel genio incapace di farsi le affari suoi, ma non riesco a tirargli un sacco di martellate perchè è un amico a voglio bene e a cui penso sempre anche se non ci sentiamo per tanto tempo. Comunque BUON VIAGGIO !!
NOTA POSITIVA: diego non facendosi gli affari suoi mi ha dato una mano nella speranza che il commissario della questura mantenga la sua parola.
Mercoledi è stata una giornata importante sia perchè per la prima volta ho scoperto che quando si vuole bene a qualcuno si fanno cose che non ci sarebbero mai venuti in mente. Io, che sono sempre stata contraria anche alle ore di straodinario, per amore di Imma e di Maria mi sono trovata a precipitare al Brico ad aiutarLe senza neanche timbrare: dintemi se è possibile ??
Imma, la mia Imma, che bella che è, che dolce è, che fragile che è, che rigida che è...Imma è forza e fragilità, è dolcezza e durezza ... è tutto e niente nello stesso momento ed eccola all'alba dei suoi trentanni in mezzo a noi, a me, a michy, a mary e a tutte le persone che credono nel suo essere una fragolina !! Il compleanno a sorpresa che Le abbiamo fatto è stata una bella idea: Grazie a Michele che ci ha pensato alla Torta con panna e fragole, davvero buona.
Michele, che belle che sono i suoi occhi quando mi guarda, mi trasmettono le sue emozioni che condivide con me quando mi abbraccia o semplicemente mi parla. E' davvero bello il rapporto che in questi ultimi anni si è istaurato tra noi due, è ormai un secondo padre, un secondo fratello, un collega di cesso, un amico ...
Oggi, invece, ho visto la piccola FABI, da quanto tempo, un anno e mezzo che non ci vediamo ... la vita a volte ci porta a fare percorsi diversi dopo averci incrociati ma c'è sempre un punto di incontro se noi lo vogliamo anche a distanza di tanto tempo.
queta settimana è stata davvero particolare: ho imparato tante lezioni semplici dalle persone che mi stanno intorno !!
Un abbraccio a te mio caro diario !!
PS: le uniche persone che mancavano all'appello per completare questo quadro felice sono: Tsio Ale, Ania, Krisztina, Andrea, lo stronzetto e il suo amico nonchè mio. 7abbiatakIn the cold days in winter when the sidewalk is a lake and the street is drowned this girl has come from her old house to await him. He who had told her to wait but he has gone away and forgotten and she withers away in winter. I have loved you in summertime I have loved you in winter I awaited you in summertime I awaited you in winter Your eyes are summer My eyes are winter and our rendez vous my love is beyond summer and beyond winter. The strange one passed by and gave me a message my lover had written with his tears 1 opened the message whose letters were lost and days passed years estranged us while winter had erased the letters of the message. Abdel Halim: la vita di un GRANDE ARTISTA
Abdel Halim Isma'el Shabana, nota come Abdel Halim Hafez, è stato uno dei più popolari cantanti e attori egiziani della sua generazione, non solo in Egitto, ma in tutto il Medio Oriente dal 1950 al 1970. Egli è considerato uno dei quattro grandi della musica egiziana e araba, insieme con Umm Kulthum, Mohammed Abdel Wahab e Farid Al Attrach. La sua musica può ancora essere sentita ogni giorno in ogni angolo del mondo arabo, ed è considerata come la più famosa e popolare nella misura in cui l'artista e i cui dischi sono stati i più venduti anche dopo la sua morte (si dice, anche più di Umm Kulthum). Abdel Halim Nacque a El - Halawat, Ash Sharqiyah 80 chilometri a nord del Cairo, Egitto, era il quarto figlio di Sheikh Ali Ismail Shabana. Sua madre è morta dopo la sua nascita e suo padre è morto cinque mesi più tardi, lasciando Abdel Halim e i suoi fratelli orfani in giovane età. Abdel Halim è stato allevata dalla zia e lo zio del Cairo. Il suo funerale al Cairo ha visto la partecipazione di migliaia di persone - più di ogni funerale nella storia egiziana ad eccezione di quelli del presidente Nasser (1970) e Umm Kulthum (1975). Egli è sepolto a Al Rifa'i moschea del Cairo.
Imane Barmaki
Vita o non Vita ???La vita ... Ma quanto è difficile vivere soprattutto quando si ha come me 23 anni, ormai mi mancano 6 esami alla laurea, quel passo della mia vita o meglio tappa necessaria perchè se fosse per me non mi presenterei nemmeno il giorno della laurea, per me è solo una tappa necessaria al raggiungimento di un obiettivo che nemmeno io stessa conosco.
tante volte nella vita mi sono chiesta cosa davvero voglio fare da grande ?! e quante volte ho dato risposte diverse l'una dall'altra, dipende dal periodo e dal mio stato d'animo. A volte penso al mio sogno di diventare controllore di volo, ma purtroppo non avendo la cittadinanza italiana non posso nemmeno permettermi di pensarlo almeno in italia, in Marocco non mi sono mai interessata della normativa in merito semplicemente perchè non mi interessa tornare a vivere li, lil sogno di diventare pilota è tramontato prima di nascere causa mancanza fondi.
ricordo di essermi iscritta ad economia solo perchè ho bisogno di titolo, di un biglietto di visita da presentare alle aziende nel momento in cui cerco lavoro...quante volte nell'arco di questi anni di università mi sono trovata senza stimoli perchè non è una cosa in cui mi riconosco, quante crisi nel guardarmi intorno e non avere nessun interesse nelle cose che faccio, quante volte ...
ora sono ormai quasi a termine, mancano solo qualche passo e il percorso che mi sono trovata casualmente a fare si concluderà e io sono ancora alla ricerca di me stessa, di trovare un nuovo sogno, un nuovo interesse, qualcosa che riesca a coinvolgermi....
nel porre questo discorso sembra che io non sia soddisfatta del corso della mia vita ma non è affatto vero, sono davvero soddisfatta ma alla stesso momento sono confusa, alla ricerca proprio di nuovi stimoli che permettano di andare avanti come studentessa; a volte sembro proprio una farfalla alla ricerca del fiore.
ho ancora tempo per decidere ... e per attendere che il capitan Alessandro mi sorprenda !! Punti di vista di una ragazza araba sul libro di Magdi Allam... In questi ultimi giorni, decadi e mesi ho seguito con tanta curiosità l'uscita del nuovo libro del vicedirettore del corriere della sera, il sig. Magdi Allam, ovviamente parlo di "VIVA ISREALE".
come ben tutti sanno Allam è di origine egiziana e credo che come tutti gli egiziani che hanno vissuto il regime di Nasser, anch'io lui avrà creduto nella causa palestinese - causa che mi sta tanto a cuore-, la cosa che non riesco a speigarmi è il perchè un cosi tanto cambio di posizione.
è vero che nella vita le persone cambiano ma non si spunta mai nel piatto in cui si mangia, e poi ognuno di noi è libero di esprimere il suo punto di vista e io vorrei esprimere il mio riguardo a questo libro.
Secondo Allam, con la guerra dei 6 giorni del 1967 - quando l’esercito degli egiziani e dei siriani viene distrutto in una notte da Israele, militarmente all’avanguardia grazie alle armi americane - il panarabismo inizia a coincidere con il panislamismo, con una netta prevalenza della componente religiosa su quella storico-culturale che fino ad allora era stato il vero collante del mondo arabo. Ciò comporta la spinta ad annientare il nemico comune, i filoccidentali israeliani, portatori di ciò che l’autore definisce - in contrapposizione con la civilà della morte del radicalismo islamico - la «civiltà della vita». Il mondo raccontato da Allam è dunque un mondo pieno di fanatici religiosi, di nichilisti, di ideologi della morte, di anti israeliani, di antiebrei e di antisionisti. Il suo libro si configura, quindi, come una battaglia senza dialogo contro il fondamentalismo islamico a favore di Israele, perché «oggi più che mai tutti coloro che hanno a cuore una comune civiltà dell’uomo dove trionfi il valore della sacralità della vita di tutti devono sostenere senza se e senza ma il diritto di Israele all’esistenza».
sicuramente non sono d'accordo con la spiegazione del sig. Magdi, il paraislamismo, a mio avviso nasce come patalogia all'interno della nostra società araba, è un male che purtroppo porta dietro di se un estremismo dannoso e a volte lascia dietro di se civili innocenti che nulla hanno a che fare con questo movimento, vedi l'11 settembre, gli attentati di madrid, di casablanca ... e la lista è lunga.
il paraislamismo, nasce dal "9ahr wa dolm" cioè l'ingustizia sociale che il mio popolo subisce a causa dei governi tiranni che abbaimo alla giuda dei nostri paesi arabi, la gente pisicologicamente è smarrita- lo dice anche il ministro della salute del marocco -, non sa reagire a cio che succede, perchè non hanno nemmeno la preparazione culturale per fronteggiare questi cambiamenti anche perchè non ci sono mai stati politiche che possano mettere le persone in condizione di giudicare.
come direbbe yaser adma " antum el ra3i e nahnu el 9ati3" - voi siete il pastore e noi le pecore-, ecco cosa ha sempre preoccupato i nostri governi, fare diventare ler persone pecore che seguono ed è quello che sta succedendo.
questa è la mia spiegazione del paraislamismo, sono le conseguenze delle politiche dei nostri tiranni- premettendo che io non conosco molto bene la storia di questi fenomeni.
torando al libro e soprattutto alla questione di isreale, non si puo ad oggi discutere sull'esistenza di un paese come Isreale, l'esistenza di Isreale è un dato, intendo che Israele ha diritto all’esistenza, alla stabilità e alla sicurezza ma allo stesso modo la palestina ha diritto ad avere un proprio stato con stabilità e sicurezza.
la pace si contruisce attraverso il dialago e non attraverso l'estremismo.
jan twardowskiNie płacz w liście nie pisz że los ciebie kopnął nie ma sytuacji na ziemi bez wyjścia kiedy Bóg drzwi zamyka - to otwiera okno odetchnij popatrz spadają z obłoków małe wielkie nieszczęścia potrzebne do szczęścia a od zwykłych rzeczy naucz się spokoju i zapomnij że jesteś gdy mówisz że kochasz
ks. Jan Twardowski Traduzione :
non piangere nella lettera
non scrivere che il destino ti ha dato un calcio
sulla terra non ci sono situazioni senza via d 'uscita
quando dio chiude una porta - apre una finistra -
respira e guarda
cadono dalle nuvole piccole infilicità neccessarie alla felicità
dalle cose piccole impara la pace e dimentica la tua esistenza quando dici che ami
il tempoTrova il tempo..
Il partito degli immigrati in ItaliaFINALMENTE SI VOTA: UN MILIONE E MEZZO DI NUOVI ELETTORI IN ITALIA, DUECENTOMILA A ROMA
NASCE "NUOVI ITALIANI", IL PARTITO DEGLI IMMIGRATI IN ITALIA. LA FONDAZIONE DEL NUOVO PARTITO COINCIDE CON L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE-DELEGA PER LA MODIFICA DELL'ATTUALE NORMATIVA SULL' IMMIGRAZIONE CHE ATTUA LA CONVENZIONE DI STRASBURGO ATTRIBUENDO IL DIRITTO DI VOTO ATTIVO E PASSIVO NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE AI CITTADINI STRANIERI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI IN ITALIA DA PIU' DI 5 ANNI.
IL PARTITO NASCE DALLA VOLONTA' DI COLLABORAZIONE TRA ITALIANI E I RAPPRESENTANTI DELLE PRINCIPALI COMUNITA' STRANIERE PRESENTI A ROMA.
UN MILIONE E MEZZO DI NUOVI ELETTORI, DUECENTOMILA SOLO NELLA CAPITALE, POTRANNO INCIDERE CON IL PROPRIO VOTO SULLE SCELTE POLITICHE DEL PAESE.
IL PARTITO "NUOVI ITALIANI" INTENDE PROPORSI COME PUNTO DI COESIONE PER TUTTI I NUOVI ELETTORI ITALIANI. NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE SOLO CON L'UNITA' SI POSSONO CENTRARE IMPORTANTI OBIETTIVI - COME LE PARI OPPORTUNITA', IL DIRITTO A UN LAVORO REGOLARMENTE RETRIBUITO E A UN DEGNO INSERIMENTO NELLA SOCIETA' - FA UN APELLO A TUTTI I "NUOVI ELETTORI" A ISCRIVERSI A "NUOVI ITALIANI" PER COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO.
IL PRESIDENTE MUSTAPHA MASOURI DI ORIGINI MAROCCHINE E LA PORTAVOCE MARIA PRATSIUK DI ORIGINI UCRAINE HANNO SOTTOLINEATO CHE "L'APPROVAZIONE DI QUESTA LEGGE-DELEGA RAPPRESENTA UN MOMENTO STORICO NEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE DEGLI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA." PER QUESTO I SOCI FONDATORI DEL PARTITO "NUOVI ITALIANI" ELOGGIANO IL PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO PRODI, "IL PRIMO ATTO VERAMENTE CONCRETO PER FARE SENTIRE CITTADINI I MILIONI DI STRANIERI CHE DA ANNI CONSTRIBUISCONO QUOTIDIANAMENTE ALLA CRESCITA E AL BENESSERE DEL PAESE".
PER CHI FOSSE INTERESSATO AD ISCRIVERSI AL PARTITO "NUOVI ITALIANI" MAGGIORI INFORMAZIONI SU: www.partitoimmigrati.i da http://canada.blogosfere.it/
Pur riconoscendo a Bruno Vespa il coraggio per aver affrontato un tema di cui non si parla ancora abbastanza, la prima cosa che mi e' saltata agli occhi e' l'assoluta mancanza di autocritica da parte degli italiani. E' facile criticare chi si copre il capo con il chador e non vedere come sono trattate e si autotrattano le donne italiane in tv, mostrando le gambe, puntando solo sulla bellezza e la giovinezza (cosa che comporta rischi terribili, come la mancanza di sicurezza di se' e tutti i disturbi legati al rapporto con il cibo e il proprio corpo). Donne - anomalia molto italiana - che si accompagnano molto spesso con uomini piu' vecchi di loro di decenni, ma potenti e ricchi. Donne che non sentono la necessita' di informarsi prima di esprimere un'opinione o di parlare con cognizione di causa, ruolo che lasciano agli uomini. E poi, sempre in tv, si vedono uomini non necessariamente attraenti e giovani, cioe' persone del tutto normali, che offrono opinioni pubblicamente condivise e conducono le trasmissioni dove le donne devono solo mostrare il loro corpo.
Molti musulmani che vivono in Italia, compreso quel padre che ha ucciso la figlia perche' voleva sposare un italiano - ovviamento non condivisibile, anzi, ma come si puo' condividere un gesto simile? - sono in molti casi rimasti ai principi della propria patria o agiscono su un impulso personale (vivere all'estero non e' facile per nessuno) - e non necessariamente si sono integrati nella societa' e cultura italiana. Questo e' ovviamente un problema serio. Chiunque uccide - piu' che mai se si tratta di una figlio o una figlia - non puo' che essere in torto. Ma questo e' un errore che commettono persone di tutte le culture, compresa quella italiana. A Toronto un italiano era contrario ai jeans strappati. E ha deciso di tagliare quelli della figlia. Ora quest'uomo e' sotto cura di uno psicologo, perche' mentre tagliava i jeans in questione c'era la figlia dentro. Questo significa che qualsiasi italiano cattolico lo avrebbe fatto? E' facile criticare altri, ritenendo di essere immuni da critiche. Persino se si ha ragione, l'arroganza non aiuta. Non condivido personalmente chi porta il burka. Anzi, mi disturba molto. Ma a me disturbano anche molti aspetti e principi della cultura italiana, condivisi (purtroppo) anche da molte donne italiane. Daniela Santache' ha scritto un libro sul perche' non bisogna portare il burka per essere libere. Libro che leggero' al mio primo viaggio in Italia. Ora pero' mi viene da chiedere alla signora Santache': come fa a essere cosi' sicura di essere libera, lei? Detto questo, ritengo anche che chi vive in un Paese con diversi usi e costumi si debba adeguare agli usi e costumi del Paese dove vive. Poi, puo' - se lo ritiene opportuno - cercare di cambiare i principi che non condivide. Ma non ci si deve mai imporre con la forza venendo da una cultura esterna, perche' il meccanismo non puo' funzionare. Percio', per esempio, non condivido chi chiede di togliere il crocifisso dalle scuole italiane, perche' offende la cultura islamica. Anche se si puo' discutere la validita' di tenere il crocifisso nelle scuole, non lo si dovrebbe fare per quel motivo. Si devono rispettare regole e leggi del Paese dove si vive o si e' ospitati. Lo dico da italiana che crede in molti aspetti della propria cultura, ma che vive in un Paese dove molte cose funzionano in un modo diverso da quello in cui sono cresciuta. E dove non e' sempre facile essere rispettata e capita per i principi in cui credo e che sento miei, a ragione o torto, per scelta personale, o magari culturale. ...Mr. Tenebra...Oggi vorrei tanto parlare di " morte ", è difficile per me accettare la morte di mia nonna, mi rendo conto che sia successo solo ieri ed ieri e sta mattina sembravo essere forte e poi di botto sono crollata, un crollo di lacrime, di pensieri e di ricordi !! ho cercato di far finta di niente e sono andata in biblioteca ma l'unica cosa che riuscivo a fare è fissare la stessa pagina per ore e ora sono a casa ... che faccio ?? la mia nonna non c'è piu' !! impossibile ...Impossibile è una parola che ho imparato ad affrontare in questa vita, l’impossibile è frutto di quel muro immaginario che la mia mente ha creato, un muro di paure e incertezze. L’impossibile è nulla se si ha voglia e determinazione, se si hanno i propri obiettivi sempre ben in vista. Impossibile è nulla se si sfida se stessi, se si scopre che possiamo superare le nostre paure, se si scopre che oltre al bianco e il nero vi sono tutti gli altri colori dell’arcobaleno. L’impossibile è nulla se non ci si ferma mai, se non si reprime quella vitalità del nostro animo. L’impossibile è nulla se si seguono i propri sogni, se si ascolta se stessi sognando sempre ad occhi aperti. Impossibile è una parola che non esiste nel mio vocabolario … Perché piano piano ho affrontato le mia paure e le mie incertezze per vivere al mio meglio il mio quotidiano. ......Quando la mano della Vita pesa In Questa Vita...strano ma piuttosto che studiare sono qui a cercare di argomentare un idea che nemmeno ho in testa in questo preciso attimo, in questi ultimi giorni sono successe tante cose che in parte mi stanno influenzando moralmente...mi sento davvero stanca a forza di dedicare igni attimo della mia vita a quell'uomo chiamato Pontani, ho il suo compitino martedi ed io e la Laura sinceramente non siamo affatto pronte, e quel poco che abbiamo capito dei principi di redazione del bilancio ci è stato smontato dal mio amico Alessandro che fa di mestiere il revisore ed ieri l'Antonella che redige bilanci a go go visto che il suo lavoro ieri ci ha dedicato una giornata della sua vita per spiegarci le cose che non abbiamo capito cioè tutto il libro...sia io che la laura siamo veramente stanche, dormiamo male, dormiamo tardi a causa dello stuio e ci svegliamo presto sempre per lo stesso motivo ... la nostra vit asi è ridotta a università, biblioteca e casa in questi ultimi giorni - si contano anche in settimane - amici ??? chi li vede ... michel ?? chi è ??? forse l'ho visto per un 15 min in tutta la settimana !!
siamo davvero stressate ... anzi strisciamo per terra ma dobbiamo combattere le nostre battaglie fino in fondo ...cioè dobbiamo resistere fino a mercoledi sera giorno di matematica finanziaria!!
oltre a tutto ciò vi sono tanti problemi quale organizzare un ciclo di conferenze sui problemi della seconda generazione marocchina, fare il progetto del primo congresso dei giovani marocchini, vedere dounia per definire le attività culturali del 2007/2008, cercare di stare vicino al mio amico in questo momento visto i guai che riesce a combinare e che sono difficli da risolvere soprattutto quando si fa soffrire altri,...ho piccoli mille impegni che dovrei fareeeee !!!
non so cosa c'entra il titolo con questo post ma ero entrata per scrivere qualcosa senza un idea precisa !!
torno davvero sta volta studiare ^_^ |
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